Bank employees at the "Workplace of the Future" of UBS bank in Zurich, Switzerland, pictured on September 26, 2012. (KEYSTONE/Martin Ruetschi) 

Bankangestellte arbeiten am 26. September 2012 im "Workplace of the Future" in der UBS in Zuerich, Schweiz. (KEYSTONE/Martin Ruetschi)

Riforme premi LAMal in stallo: si proceda con un decreto urgente!

È di oggi l’annuncio di un nuovo aumento per il 2013 dei premi casse malati dell’ordine dell’1.5% per la Svizzera.

Per taluni cantoni, tra cui il Ticino, la notizia è particolarmente dolorosa poiché nel 2012 è continuato l’accumulo delle riserve eccedentarie delle casse malati (196 milioni nel 2010, ca. 352 milioni nel 2012). Malgrado ciò i cittadini ticinesi subiranno nuovamente un aumento dei premi per il 2013 dell’1,1%. Il che, seppur contenuto, è pur sempre un aumento, e non è giustificato.

Nella sua risposta del 17.09.2012 a una mia domanda, il CF Berset ha dichiarato che “à défaut de base légale, l’OFSP ne peut que suggérer, mais non pas imposer une baisse des primes”. Per sopperire all’assenza di base legale il Consiglio federale ha allestito il progetto di nuova Legge federale sulla vigilanza sull’assicurazione sociale malattie, che prevede un riequilibrio delle riserve calcolatorie eccedenti il limite normativo a fine 2011. Queste riforme sono sempre allo studio della CSSS-S. La loro entrata in vigore era prevista per il 2013 e avrebbe dovuto colmare un’importante lacuna giuridica nella procedura di approvazione dei premi, impedendo nella fattispecie rialzi ingiustificati dei premi come invece avviene da qualche anno. Dovrebbero inoltre assicurare maggiore trasparenza nella gestione delle casse malati.

Poi l’idea era stata accantonata a vantaggio della riforma summenzionata, la cui messa in vigore si prospetta però lunga e irta di difficoltà. Per questi motivi, una disposizione transitoria potrebbe assicurare una soluzione ponte sottoforma di maggiori poteri all’UFSP per imporre una diminuzione dei premi quando sono effettivamente superiori all’importo necessario per coprire i costi sanitari di un determinato cantone.

Ricordo che già nel 2010 il Consiglio federale (risposte 10.5411; 10.5464) aveva sostenuto l’idea di procedere a una modifica della LAMal per il tramite di un decreto federale nell’intento di sopperire al vuoto giuridico evidenziato nel 2009 dalla sentenza del TAF, nella vertenza che aveva contrapposto l’OFSP ad Assura.

Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale:

di verificare l’opportunità di promulgare un decreto urgente in attesa dell’entrata in vigore della nuova legge federale sulla vigilanza delle casse malati e del disegno di modifica della LAMal sulla correzione dei premi pagati tra il 1996 e il 2011.

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Aumentano le riserve ticinesi, diminuiscono i costi ma aumentano i premi malattia. Il Consiglio federale intende interv

Nel 2013 i premi LAMal in Ticino dovrebbero aumentare in media dell’1,8%. Nel 2011-2012, i costi sanitari relativi al Ticino sono diminuiti (Monitoring UFSP/2° trim.2012). Nel 2010 le eccedenze di riserve del Ticino ammontano a 206,2 mio. e si stima un aumento a 282 mio. nel 2011 e ben 396 mio. nel 2012. Come spiega il Consiglio federale l’aumento dell’1,8% dei premi LAMal a fronte di una diminuzione dei costi sanitari nel 2012 e al continuo aumento delle riserve cantonali? Intende impedirlo?

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Ex Caserma di Losone: da possibile Museo a centro per asilanti?

Corrisponde al vero che il Consiglio federale sta valutando l’assegnazione di strutture ex militari, quali la ex Caserma di Losone, a centri per richiedenti l’asilo? Se sì, è al corrente che  la ex Caserma di Losone è oggetto di analisi avanzata da parte del Cantone Ticino e dei comuni, allo scopo di riqualificarla e trasformarla in Museo cantonale del Territorio, destinazione quest’ultima conforme alla vocazione turistica-culturale definita dal Piano direttore cantonale per il Locarnese?

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Lotta biologica contro il cinipide del castagno a sud delle Alpi

Testo depositato

In base ai risultati dello studio di Agroscope di Zurigo e dell’Università di Torino, il Consiglio federale è disposto ad autorizzare l’introduzione del Torymus sinensis a sud delle Alpi, ossia l’antagonista naturale predatore dell’insetto che sta minacciando le selve castanili della Svizzera italiana?

Ricordiamo che il castagno costituisce il 20 per cento del patrimonio boschivo del Ticino.

La lotta biologica è già condotta con successo in Italia, che soffre di un problema analogo al Ticino.

Risposta del Consiglio federale del 17.09.2012

A fronte dei seri problemi che gli organismi esotici/alloctoni possono apportare all’ambiente (cfr. il casi della coccinella asiatica), il Consiglio federale ha definito un quadro legale per la lotta contro gli organismi esotici in generale e per l’utilizzazione volontaria di organismi esotici per la lotta biologica (messa in commercio), nel quale ha fissato i livelli di sicurezza biologica (ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente, OEDA; R8 814.911). In linea di massima, il Consiglio federale giudica la lotta biologica un metodo promettente ed ecologico per combattere gli organismi nocivi e in particolare esotici, ma solo se viene rispettato il livello di sicurezza stabilito dal diritto svizzero.

In base agli standard richiesti dalla sicurezza biologica, la domanda del canton Ticino del gennaio 2012 per il lancio di Torymus sinensis per la lotta al Cinipide dei castagno non ha potuto essere accettata (maggio 2012), visto che non è stato dimostrato che l’introduzione dei Torymus sinensis consenta di evitare problemi gravi e, d’altronde, non ne è nemmeno stata confermata l’efficacia.

I risultati dello studio dell’Agroscope di Zurigo (Reckenholz) e l’esperienza dei paesi vicini potrebbero servire da base per l’inoltro di una nuova domanda da parte del canton Ticino, a condizione che vengano rispettate le condizioni fissate dal Consiglio federale nell’ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente.

Testo depositato

In base ai risultati dello studio di Agroscope di Zurigo e dell’Università di Torino, il Consiglio federale è disposto ad autorizzare l’introduzione del Torymus sinensis a sud delle Alpi, ossia l’antagonista naturale predatore dell’insetto che sta minacciando le selve castanili della Svizzera italiana?

Ricordiamo che il castagno costituisce il 20 per cento del patrimonio boschivo del Ticino.

La lotta biologica è già condotta con successo in Italia, che soffre di un problema analogo al Ticino.

Risposta del Consiglio federale del 17.09.2012

A fronte dei seri problemi che gli organismi esotici/alloctoni possono apportare all’ambiente (cfr. il casi della coccinella asiatica), il Consiglio federale ha definito un quadro legale per la lotta contro gli organismi esotici in generale e per l’utilizzazione volontaria di organismi esotici per la lotta biologica (messa in commercio), nel quale ha fissato i livelli di sicurezza biologica (ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente, OEDA; R8 814.911). In linea di massima, il Consiglio federale giudica la lotta biologica un metodo promettente ed ecologico per combattere gli organismi nocivi e in particolare esotici, ma solo se viene rispettato il livello di sicurezza stabilito dal diritto svizzero.

In base agli standard richiesti dalla sicurezza biologica, la domanda del canton Ticino del gennaio 2012 per il lancio di Torymus sinensis per la lotta al Cinipide dei castagno non ha potuto essere accettata (maggio 2012), visto che non è stato dimostrato che l’introduzione dei Torymus sinensis consenta di evitare problemi gravi e, d’altronde, non ne è nemmeno stata confermata l’efficacia.

I risultati dello studio dell’Agroscope di Zurigo (Reckenholz) e l’esperienza dei paesi vicini potrebbero servire da base per l’inoltro di una nuova domanda da parte del canton Ticino, a condizione che vengano rispettate le condizioni fissate dal Consiglio federale nell’ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente.

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Palese e ingiustificata penalizzazione dei prodotti fotovoltaici svizzeri sul mercato italiano. Tema delle negoziazioni con l’Italia?

Il 9 maggio 2012 Svizzera e Italia hanno rilanciato il dialogo bilaterale in materia fiscale e finanziaria.

Siccome il governo italiano riconferma nel 5° decreto Energia (08/2012) delle misure discriminatorie nei confronti delle aziende svizzere dei prodotti fotovoltaici, chiedo al Consiglio federale se non è il caso di inserire questo problema tra i cinque temi prioritari da trattare con l’Italia, accanto alla richiesta di stralcio della Svizzera dalle liste nere, che pure penalizzano le nostre aziende?