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Vota SI al FAIF, perché il viaggio in treno sia ancora sereno

Le Ferrovie, le cosiddette Ferrovie federali svizzere, le mitiche FFS, fanno indubbiamente parte dei simboli del nostro Paese. La loro storia, i loro cambiamenti hanno contribuito allo sviluppo del nostro Cantone, e anche a volte segnato, come quando da regia federale si sono trasformate in SA di proprietà della Confederazione.
Il prossimo 9 febbraio saremo chiamati a decidere nuovamente il destino delle FFS, o meglio – fatto raro a livello europeo – votare l’ampliamento delle loro infrastrutture.

A fronte di una domanda di trasporti pubblici svizzera in costante crescita è diventato urgente adeguare la capacità delle nostre rotaie. Infatti, un numero sempre maggiore di persone viaggia in treno e un volume sempre più importante di merci viene trasportato su rotaie. Entro il 2030 si prevede addirittura un incremento del 60 percento del traffico viaggiatori. Mentre il volume del traffico merci dovrebbe aumentare del 70 percento.

Anche il traffico merci transalpino è cresciuto sensibilmente: il volume delle merci trasportate su ferrovia è passato da 19,3 a 23,8 milioni di tonnellate all’anno. La forte sollecitazione dell’infrastruttura implica anche un aumento dei costi per la manutenzione di binari, gallerie e impianti. Inoltre, stando alle previsioni, con l’aumento demografico e di conseguenza della mobilità, la domanda di trasporti pubblici crescerà ulteriormente.
Come per ogni cosa, anche il trasporto pubblico ha un prezzo. In merito alle modalità di finanziamento, già nel 1992 il Popolo aveva approvato il Fondo per il finanziamento di progetti di infrastruttura dei trasporti pubblici (Fondo FTP), destinato tra l’altro alla costruzione di AlpTransit con le gallerie di base del Lötschberg e del San Gottardo. Poiché il Fondo FTP ha dato buoni risultati, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di garantire a lungo termine il finanziamento dell’intera infrastruttura ferroviaria creando un apposito fondo a tempo indeterminato, il cosiddetto Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FInFer). Il FInFer sostituirà il Fondo FTP. Per chi ama i dettagli, basti pensare che grazie al Fondo si potrà finanziare binari, ponti, gallerie, linee di contatto e altri impianti lungo diverse fasi, ampliando la capacità di trasporto merci e viaggiatori, conferendo maggiore stabilità e sicurezza d’esercizio.
L’ampliamento dell’infrastruttura sarà realizzato in fasi successive con progetti e misure per complessivamente 40 miliardi di franchi da realizzare entro il 2050 secondo un ordine di priorità prestabilito. Ogni fase di ampliamento deve essere approvata dal Parlamento. La prima di queste comprende misure per circa 6,4 miliardi, e sarà attuata entro il 2025.
La ferrovia è un pilastro dell’infrastruttura svizzera dei trasporti e in quanto tale indispensabile per l’economia, il turismo e la popolazione. Ormai, ogni giorno oltre 1,2 milioni di persone viaggiano in treno. Il traffico merci, dal canto suo, è aumentato del 25 per cento dal 1995 trasportando ogni giorno circa 260 000 tonnellate di merci, con relativo beneficio in termini di decongestionamento delle strade, anche se gli oppositori del progetto fingono di dimenticare quest’ultimo aspetto. Non a caso una pubblicità alla televisione di qualche anno fa recitava “Viaggio in treno, viaggio sereno!”. Fino a quando? Dipende dall’esito del voto del 9 febbraio.

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Un programma d’investimento per i trasporti pubblici: Sì al FAIF

Il prossimo 9 febbraio il Popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sul controprogetto del Consiglio federale e del Parlamento per la creazione di un fondo d’infrastruttura ferroviario ancorato nella Costituzione federale. Questo fondo sostituirà il fondo per i trasporti pubblici creato alla fine degli anni ’90, riprendendone le risorse finanziarie (2,4 miliardi di risorse della Confederazione) e aggiungendone di nuove.  Questa costruzione finanziaria ha permesso di aumentare le risorse a 6,4 miliardi sino al 2025, allo scopo di assicurare la manutenzione e l’ampliamento della nostra infrastruttura ferroviaria per le future generazioni.

Anche il Ticino beneficerà di queste risorse. Nel programma di ampliamento è infatti previsto il potenziamento della tratta Bellinzona-Giubiasco, e la creazione di una nuova stazione in Piazza Indipendenza a Bellinzona, grazie all’adozione di un mio emendamento. Inoltre verranno introdotti treni ogni mezz’ora sulla tratta Locarno–Lugano e il potenziamento delle capacità dei treni di lunga percorrenza a cadenza semi oraria continua tra Zurigo e Lugano.

A fronte di una domanda di trasporti pubblici svizzera in costante crescita è diventato urgente adeguare la capacità delle nostre rotaie. Già oggi la Svizzera ha la più alta densità al mondo di traffico merci e viaggiatori sulle rotaie. Entro il 2030 si prevede addirittura un incremento del 60 percento del traffico viaggiatori. Mentre il volume del traffico merci dovrebbe aumentare del 70 percento.

Anche il traffico merci transalpino è cresciuto sensibilmente: il volume delle merci trasportate su ferrovia è passato da 19,3 a 23,8 milioni di tonnellate all’anno. La forte sollecitazione dell’infrastruttura implica anche un aumento dei costi per la manutenzione di binari, gallerie e impianti. Inoltre, stando alle previsioni, con l’aumento demografico e di conseguenza della mobilità, la domanda di trasporti pubblici crescerà ulteriormente.

Il nuovo Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FinFer) sarà dunque destinato al finanziamento di binari, ponti, gallerie, linee di contatto e altri impianti lungo diverse fasi, aumentando la capacità di trasporto merci e viaggiatori, in fasi successive, per un investimento complessivo di 40 miliardi di franchi da realizzare entro il 2050. La ferrovia è un pilastro dell’infrastruttura svizzera dei trasporti e in quanto tale indispensabile per l’economia, il turismo e ovviamente per la popolazione. Ormai, ogni giorno oltre 1,2 milioni di persone viaggiano in treno. Il traffico merci trasporta ogni giorno circa 260’000 tonnellate di merci, con relativo beneficio in termini di decongestionamento delle strade e impatto positivo sull’ambiente, anche se gli oppositori del progetto fingono di dimenticare quest’ultimo aspetto. Non a caso una pubblicità alla televisione di qualche anno fa recitava “Viaggio in treno, viaggio sereno!” Fino a quando?  Dipenderà anche dall’esito del voto del 9 febbraio.