Interrogazione – Quali soluzioni intende sottoporre il CF alle imprese elvetiche che trasportano merci pericolose e che non beneficiano più dal 2019 dell’offerta di autostrada viaggiante LU-BS attraverso le Alpi?

Testo:

La nuova convenzione quadro con RAlpin per il periodo 2019–2023 non prevede più il servizio di autostrada viaggiante tra Lugano e Basilea. Parallelamente l’apertura del corridoio 4 metri è prevista solo per il 2020, in concomitanza con la messa in funzione della galleria di base del Monte Ceneri. Questo pone davanti a serie difficoltà le aziende che trasportano merci pericolose attraverso le Alpi, le quali non possono ricorrere alla galleria autostradale del San Gottardo. Fino all’apertura del corridoio 4 metri non vi sono possibilità per il trasporto su autostrada viaggiante o soluzioni con rimorchi. L’unica alternativa, spesso impraticabile e costosa, è costituita dalla soluzione di container tank. Alla luce di questa situazione, transitoria ma fortemente penalizzante per diverse aziende attive nel settore chimico-farmaceutico e di altri settori economici, chiedo se il Consiglio federale ha previsto o intende prevedere misure di attenuazione per i casi di rigore sopracitati.

Interpellanza – Finanziamenti esteri nelle raccolte firme per campagne referendarie e iniziative popolari: un pericolo per la nostra democrazia diretta?

Testo:

Chiedo al Consiglio federale:

1. Condivide l’opinione secondo cui la mancanza di trasparenza e di obbligo di dichiarazione nel finanziamento di campagne referendarie o di iniziative popolari potrebbe lasciare spazio a grossi portatori d’interesse esteri che potrebbero interferire nel nostro processo democratico e cercare di condizionare la formazione delle opinioni della popolazione?

2. Non si ritiene che questa possibilità possa danneggiare il funzionamento e la credibilità della democrazia diretta svizzera?

3. Ritiene sia necessario intervenire?

4. È disposto, se del caso, a promuovere un progetto di legge in tal senso da sottoporre all’Assemblea federale?

 

Motivazione:

n una live chat organizzata da 20Minuti il 2 maggio 2018 (https://www.tio.ch/svizzera/politica/1256560/-gia-diciassette-paesi-europei-bloccano-siti-web-), nell’ambito della campagna referendaria contro la nuova legge federale sui giochi in denaro, la Consigliera federale Sommaruga ha dichiarato che “la nuova legge è fastidiosa per i casinò online stranieri non autorizzati, che non per nulla hanno sborsato 500’000 franchi per finanziare il referendum”. Questa affermazione è preoccupante e deve essere presa sul serio: in effetti, è innegabile che l’eventuale ingerenza di gruppi di interesse stranieri nelle votazioni in Svizzera rappresenterebbe un rischio reale importante per un paese come il nostro basato sulla democrazia diretta grazie alle quale, tramite gli strumenti del referendum facoltativo e risp. dell’iniziativa popolare, i cittadini possono chiedere di sottoporre a votazione una legge approvata dall’Assemblea federale o addirittura modificare la nostra Costituzione federale. Vi è pertanto da chiedersi se, a tutela di un corretto svolgimento del nostro processo democratico, non sia opportuno adottare delle misure legislative per ridurre il rischio di pericolose e indesiderate ingerenze straniere nel dibattito politico.

 

Interpellanza – La prassi del Consiglio federale premia i comportamenti criminali dei jihadisti mentre punisce i rifugiati integrati

Testo:

Chiedo al Consiglio federale:

1. Perché l’art. 25 cpv. 3 della Cst. vieta l’allontanamento di tre jihadisti iracheni non viene applicato per gli altri richiedenti l’asilo iracheni, tra cui pure dei curdi fuggiti a seguito di persecuzioni subite?

2. Come spiega l’incongruenza tra la decisione di non espellere i tre iracheni condannati per jihadismo con quella di espulsione dei richiedenti l’asilo iracheni incensurati e ben integrati

3. Non ritiene che con questa decisione si penalizzano i rifugiati che si integrano nella nostra società, lavorano e si rendono economicamente indipendenti, mentre si incita il comportamento criminale di chi attenta alla nostra sicurezza, ne disprezza i valori democratici, e di chi rimane a carico della collettività?

4. In base a quali criteri la SEM ha deciso il rinvio in Irak – ritenendolo Paese sicuro – dell’iracheno di origine curde, mentre il DFAE (https://www.eda.admin.ch/countries/iraq/it/home/consigli-di-viaggio/consigli-di-viaggio.html) ritiene la medesima regione rischiosa, sconsigliandone a noi svizzeri i viaggi, inclusi nella regione del Kurdistan?

5. Occorre desumere che l’Irak è diventato forse Paese sicuro per i curdi perseguitati, ma rimane pericoloso per i cittadini svizzeri? Se sì, come mai e in base a quali informazioni concrete?

 

Motivazione:

Tre iracheni condannati nel marzo 2016 dal TPF per sostegno all’organizzazione terroristica islamica Isis non sono stati espulsi nel loro paese, l’Irak, poiché considerato paese pericoloso. Il CF ha infatti rinunciato ad applicare la Convenzione sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30; art. 33 ) e persino la legge sull’asilo (LAsi, art. 5 cpv. 2) che prevedono deroghe al principio di non respingimento, privilegiando l’art. 25 cpv. 3 della Cst. secondo cui nessuno può essere respinti in uno Stato in cui rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano (vedi risposta Mo 16.3982). Di recente la SEM ha per contro decretato l’espulsione di un iracheno di origini curde, incensurato, che da oltre 10 anni vive, lavora (finché la decisione di espulsione non glielo ha impedito) ed è perfettamente integrato a Bellinzona. Contro questa decisione sono state raccolte oltre 5000 firme presso la popolazione locale. Purtroppo vi sono a nostra conoscenza a livello svizzero altri casi di richiedenti l’asilo integrati che stanno subendo la medesima sorte.

Interpellanza – Nuova ubicazione delle Officine FFS ad Arbedo-Castione: come si intende affrontare il tema degli espropri delle superfici necessarie e in particolare di quelle agricole?

Testo:

Chiedo al CF:

  1. Corrisponde al vero che l’ubicazione di Lodrino quale futura sede delle Officine è stata valutata senza informare le autorità locali? Se sì, come si spiega?
  2. Per quanto riguarda l’opzione di Arbedo-Castione quante sono le superfici industriali e agricole che dovrebbero essere espropriate?
  3. I proprietari interessati sono stati preventivamente coinvolti e informati?
  4. Conferma che nell’ambito della prevista procedura è necessario un piano settoriale, giusta l’art. 18 cpv. 5 LFerr? Se no, quale procedura si applica?
  5. Sono state adeguatamente valutate le possibili implicazioni di possibili ricorsi e i relativi ritardi per la realizzazione del progetto? Se sì, quali sono le conclusioni?

 

Motivazione:

Nelle scorse settimane è la arrivata la conferma circa la decisione delle FFS di spostare la sede delle Officine di Bellinzona ad Arbedo-Castione. Contestualmente le stesse FFS hanno comunicato di aver inoltrato all’UFT una richiesta per una zona di progettazione riservata per ca. 150’000 mq. per impianti ferroviari. Questa opzione ha prevalso su altre due possibili ubicazioni, e segnatamente Bodio-Giornico e Lodrino. Nel frattempo sono emersi alcuni elementi che stanno suscitando qualche perplessità ed alcune legittime domande. La prima è quella legata alla presunta candidatura del Comune di Riviera ad ospitare le Officine, visto che si è poi appreso che nessuno (nè Comune e nè l’ERS) ne fossero a conoscenza: un fatto per lo meno curioso. Ma tornando alla variante prescelta la questione centrale riguarda la necessità di esproprio di una superficie importante di terreni privati che hanno già provocato delle reazioni di preoccupazione fra i proprietari toccati, in particolare un’azienda del settore dei trasporti e degli inerti che occupa ca. 300 dipendenti che teme per il proprio futuro. Ancora più critico appare il tema dei preannunciati espropri di terreni agricoli, che toccherebbero importanti e pregiate superfici SAC (superfici di avvicendamento agricolo). La reazione dell’associazione dei contadini ticinesi non si è fatta attendere, la quale ha già preannunciato battaglia a tutela degli interessi della categoria. Scopo della presente interpellanza è dunque quello di capire quali sono i rischi legati all’opzione prescelta per la nuova ubicazione delle Officine, per non pregiudicare la realizzazione di questo importante progetto per il nostro Cantone.