Il futuro di Alptransit in 20 centrimenti

Si è soliti credere che una volta scavati i 54 km di galleria sotto il San Gottado, i 15,4 km di tunnel sotto il Ceneri, i 152 km di cunicoli trasversali, terminati l’allacciamento  elettrico, di tutti gli impianti, i sistemi di sicurezza… Alptransit, l’opera del secolo, sarà terminata. Ebbene no, manca l’essenziale!

Cosa? Forse i binari, i semafori, i vagoni? No, quelli ci saranno. Penserete allora ai treni altamente tecnologici, ad alta velocità. Pure quelli sono previsti. Ma a mancare invece sono 20 miseri centimetri! Ma come direte, dopo tutto questo gran scavare ci areniamo per pochi centrimetri? Non esttamente.

Negli ultimi anni le imprese di trasporto europee puntano in misura crescente sui semirimorchi con un’altezza agli angoli di 4 metri. Mentre le FFS sono in grado di trasportarli lungo l’asse del Lötschberg-Sempione, poiché più recente e adatto alla sagoma dei 4 metri, l’asse del San Gottardo rimane modellato secondo i criteri del XIX° secolo a trevirgolaottanta, cioè 3,8 metri! Per colpa di pochi, ma cruciali, centimetri mancanti sulle vie di accesso nord-sud, la maggior parte dei semirimorchi rimarrebbe incagliata nel primo vecchio tunnel inforcato appena usciti da Basilea.

Appare chiaro che con un scenario simile, la capacità ferroviaria ne risulterebbe quindi fortemente ridotta, vanificando tutti gli sforzi e i tanti miliardi investiti per creare le gallerie del San Gottardo e del Monte Ceneri, le cui aperture è dietro l’angolo (risp. 2016 e 2019).

Il Consiglio federale è però già corso ai ripari mettendo in consultazione, lo scorso 21 settembre, un messaggio per la realizzazione entro il 2020 del corridoio alto 4 metri da Basilea a Chiasso, con tanto di allargamento di gallerie, cavalcavia e ponti. In questo modo si mantengono le promesse per un potenziamento considerevole della capacità di trasporto su rotaia per la tratta nord-sud. Ma non è tutto: affinché la politica di trasferimento sia efficace, il progetto prevede pure un irrobustimento dei terminali sul versante germanico e italiano per consentire il trasporto su rotaia dei semirimorchi oltre la frontiera, quindi da terminale a terminale.

Ma come in ogni grande progetto, il quesito rimante il suo finanziamento. Allo stadio attuale delle discussioni i mezzi finanziari non sono sufficienti. Il Parlamento sarà quindi presto chiamato ad aumentare da 3,5 a 6,4 miliardi di franchi per il tramite del Fondo per il finanziamento dei progetti nell’ambito del programma di finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria (FABI), attualmente allo studio della Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale in cui siedo.

Il restyling dei tunnel sulla linea del Gottardo basterà per dichiarare vittoria nell’ambito della politica di trasferimento del traffico? Certamente sarà un presupposto fondamentale per riuscire, finalmente, dopo anni di infruttuosi tentativi, ad incrementare ulteriormente la già alta quota di merci trasportata dalla ferrovia. Adattare le volte delle gallerie alle nuove dimensioni dei semirimorchi che vi transitano è un primo passo, che prelude a un secondo dedicato, si spera, al miglioramento della qualità del trasporto ferroviario in termini di flessibilità, velocità e costi. Tre ambiti in cui purtroppo la ferrovia non riesce ancora ad essere concorrenziale con la strada. Aumentandone la competitività i risultati però non tarderanno a tutto beneficio della politica di trasferimento e, di riflesso, dell’ambiente.

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