Adattarsi per sopravvivere: la Fondazione AGIRE

Secondo le statistiche ufficiali nel Cantone Ticino entrano oltre 55mila frontalieri. Un numero importante di persone per un cantone di poco più di 336mila abitanti. Una necessità e una risorsa, da un lato, per la nostra economia, ma anche un rischio per alcune categorie professionali costrette a confrontare con il fenomeno del dumping salariale e le conseguenze che ne derivano.  Per i ticinesi, al di là di talune sirene che invitano alla politica barricadiera, occorre da un lato difendere gelosamente la dignità professionale, lavorativa e anche salariale della nostra manodopera, ma anche fare di necessità virtù. Il Cantone Ticino, unico Cantone della Svizzera situato a Sud delle Alpi, rappresenta la porta d’ingresso verso il nord dell’Italia e si trova in posizione geografica strategica, crocevia del traffico commerciale europeo sull’asse Nord-Sud. La compenetrazione delle due realtà, quella ticinese e quella lombarda, sono ineluttabili e costituiscono tutto sommato anche un’opportunità se si raccoglie la sfida con ingegno e spirito imprenditoriale.

Da imprenditore attivo in politica, che ha oramai varcato la fatidica soglia dei 50 anni, sinonimo di esperienza, maturità e (per chi li ha…) anche di capelli grigi, è fondamentale poter continuare a confrontarsi con la comunità con cui passo una buona parte della mia vita professionale: quella degli innovatori e degli imprenditori, da sempre la forza propulsiva della nostra economia.

Mi colpisce costatare quanto siano sempre più giovani questi nuovi capitani d’industria e quanto nel contempo il loro lavoro appaia distante dalle attività dei funzionari governativi chiamati a volte a regolare le loro attività.

Trovandomi al punto d’intersezione tra l’amministrazione pubblica e gli imprenditori, penso sia necessario avvicinare gli uni agli altri. Appare sempre più chiaro che il Ticino saprà reggere la concorrenza italiana solo grazie alla sua capacità di supportare e dare spazio all’innovazione.

È l’innovazione che può immettere nuova energia nella macchina dei nostri sistemi economici. Il Ticino lo fa da qualche anno anche per il tramite della fondazione AGenzia per l’Innovazione REgionale del Cantone Ticino (AGIRE), la piattaforma cantonale per il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie e per la promozione dell’imprenditorialità del Cantone Ticino. Gli attori sono il Cantone Ticino, l’Università della Svizzera Italiana (USI), la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), l’Associazione Industrie Ticinesi (AITI), la Camera di commercio del Cantone Ticino (Cc-TI), gli Enti Regionali di Sviluppo e la città di Lugano. Tra i suoi scopi AGIRE persegue in particolare la diffusione nelle imprese e nel territorio del Cantone Ticino delle conoscenze e delle tecnologie per promuovere i processi innovativi che portano alla creazione di nuovi prodotti o servizi, di nuovi sistemi produttivi e di nuove modalità organizzative e di collaborazione, lo sviluppo di un più marcato spirito imprenditoriale, sostenendo la creazione di nuove aziende e favorendo la creazione di posti di lavoro qualificati e il sostegno allo sviluppo economico cantonale. Un esempio interessante di collaborazione fra enti a diversi livelli, che uniscono le forze e le competenze per stimolare la ricerca e l’innovazione.

Nel mondo economico di oggi dobbiamo aggiornare le osservazione di Charles Darwin e ammettere che non è il più forte della specie a sopravvivere, ma chi più si adatta al cambiamento. Una sfida che può essere vinta solo grazie alla capacità di innovazione.

 

Link: http://www.agire.ch/

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