Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli

Il Consiglio nazionale ha deciso ieri che l’iniziativa popolare “Affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli” verrà sottposta al popolo senza controprogetto.

Da tempo in Svizzera ci si batte affinché la lotta contro il fenomeno degli abusi sessuali sui minori resti tra le priortà politiche. Si tratta di un tema che mi sta a cuore e che – prendendo a prestito una definizione di Alex Pedrazzini – nel mio intervento in aula a sostegno dell’iniziativa ho qualificato “reato dello schifo”.

Nel nostro Paese alcuni passi per perseguire questi esseri spregevoli sono già stati compiuti. L’8 febbraio 2004 Popolo e Cantoni hanno adottatto l’iniziativa popolare “Internamento a vita per criminali sessuomani o violenti estremamente pericolosi e refrattari alla terapia” e il 30 novembre 2008 quella sull’imprescrittibilità dei reati di pedofilia. Non da ultimo ho recentemente presentato una mozione che chiede d’inserire nella legislazione federale una norma che obblighi ogni cittadino a conoscenza di simili “atti dello schifo” a segnalarli, non trincerandosi dietro l’odierno comodo ma osceno “non è affar mio”. La risposta del Consiglio federale è stata purtroppo negativa, rimandando la palla ai cantoni, che però non hanno competenza per decidere. Tornerò comunque alla carica con un nuovo atto parlamentare.

Ma questa è musica del futuro. Oggi, o meglio ieri, grazie all’adozione dell’inizativa popolare di Marche Blanche una persona condannata per pedofilia non potrà più esercitare (e questo per sempre!) un mestiere o un’attività extraprofessionale a contatto con minori. Invece di fare l’insegnante, l’allenatore o l’assistenze sociale, una volta scontata la pena, il pedofilo potrà intraprendre una riqualifica professionale e lavorare come meccanico, giardiniere o spazzacamino…, ma dovrà restare alla larga dai giovani.

Durante il dibattito sono stati evidenziati alcuni ostacoli giuridici che si dovranno superare in caso di accoglimento dell’iniziativa popolare. Vorrei tranquillizzare gli scettici su questo aspetto, tutto sommato marginale. Come è stato il caso per altre iniziative, anche per questa sono convinto che una volta approvata dal popolo il Governo saprà trovare le formulazioni adeguate al testo e alla sua applicazione senza dover scomodare le diverse Corti internazionali. D’altronde il Popolo svizzero ha già approvato altre iniziative di dubbia compatibilità con la Costituzione e il diritto internazionale senza che per questo il cielo è caduto sulle nostre teste!

In Svizzera i reati sessuali su fanciulli registrati dalla polizia corrispondono a una media di quattro casi al giorno (uno ogni 6 ore!) e questa è solo la parte visibile dell’iceberg. Occorre pertanto mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione e di repressione per lottare contro l’omertà, il tabù e l’indifferenza mista a vigliaccheria che celano la terribile piaga sociale che è costituita dalla pedofilia. L’iniziativa di Marche Blanche rappresenta un passo nella giusta direzione. Io la sosterrò con convinzione senza perdere di vista l’esigenza che occorre lavorare ancora molto soprattutto sulla prevenzione affinché simili reati bestiali non si producano. La lotta contro questo ignobile reato deve continuare su tutti i fronti.

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