La Trincea di Massagno guarda al futuro

È fatto raro, anche per chi è attivo a livello nazionale, poter affrontare un progetto che coniuga politiche della formazione, di rilancio delle città e delle economie urbane, attraverso due partner di prestigio che conferiscono allo stesso una valenza cantonale e federale: un’alta scuola universitaria e le Ferrovie federali svizzere.
Dal progetto di Campus universitario SUPSI Città Alta, che ho avuto l’occasione di visionare, ne ho ricavato il convincimento che agisce sulla qualità dell’abitare, dei servizi, della mobilità, del tempo libero e non da ultimo della formazione e della ricerca. Un progetto dunque dalle rare e grandi potenzialità, che se fossi cittadino di Massagno sosterrei senza esitazioni perché assicura lo sviluppo qualitativo, economico e universitario di Massagno e anche di Lugano. Senza entrare nei dettagli del progetto, rilevo i suoi aspetti più interessanti che risiedono nel garantire un ampliamento della SUPSI, realizzando il tanto auspicato campus universitario quale elemento centrale della riqualifica urbanistica del comparto Città Alta. Completa poi l’edificazione con interventi insediativi di tipo residenziale e terziario, rispettando l’urbanistica del contesto esistente, ma soprattutto ricucendo la ferita attuale, la cosiddetta “trincea”, per definizione un elemento che divide – per un tratto anche lungo – il territorio.
Il progetto di nuovo Campus universitario SUPSI Città Alta permetterà quindi da un lato la riunione di una zona, e nel contempo si spera pure della sua comunità, attraverso la riqualifica di un comparto problematico come lo sono di regola gli spazi circostanti alle stazioni ferroviarie. Dall’altro, crea nuovi spazi grazie alla copertura della trincea. Il recupero di nuove superfici in un Cantone dove i terreni sono diventati un bene pregiato e raro, rappresenta a mio modo di vedere un ulteriore plusvalore del progetto. Tanto è vero che dall’alto dei miei cinquantuno anni non ricordo iniziative di questa portata che sono riuscite a creare nuovi spazi anziché toglierne.

La riqualifica delle zone circostanti le stazioni, in genere caratterizzate da tantissime potenzialità, è un tema attualissimo oggi in tutta Europa, che tocca pure la Svizzera (basti pensare ai progetti in corso a Losanna). Massagno e Lugano si iscrivono quindi in questa nuova tendenza di riqualifica di aree urbane preesistenti e sarebbe un peccato non coglierne lo slancio pionieristico. Siamo di fronte ad un’opportunità unica e probabilmente irripetibile: la chiamata alle urne concede alla popolazione la possibilità di confermare il sostegno a questo progetto importante e lungimirante, sia per i Comuni toccati, ma anche per l’intero Cantone. Per tutte queste ragioni, confido in un voto coraggioso e proiettato nel futuro da parte dei Massagnesi.

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