Saluto ai delegati Federviti cantonale

Egregio signor presidente Federviti cantonale, caro Giuliano,
Egregio signor presidente della Federviti sezione Locarno e valli, caro Graziano,
Cari delegate e delegati,
Ho accolto con piacere l’invito dell’amico Graziano a porgervi un saluto in occasione della vostra assemblea dei delgati 2013.

• La viticoltura ticinese con i suoi ca. 1’000 ettari di vigneti, e ben 255 cantine gode di una buona situazione. Il vino ticinese sembra sempre più apprezzato in tutta la Svizzera, e lo constato sovente durante i miei soggiorni a Berna. Questo è certamente il frutto e il merito del vostro lavoro, fatto anche di sacrifici ma soprattutto di tanta passione. Osservo di transenna, che sempre dal Ticino proviene il miglior Sommelier del Mondo, Paolo Basso, recentemente insignito del prestigioso titolo in Giappone, a Tokyo, a riprova che una buona conoscenza del merlot ticinese facilita l’apertura verso una cultura enologica globale…
• La viticoltura gioca un ruolo determinante nel mantenimento e nella cura del paesaggio, soprattutto in zona collinare, e contribuisce anche un’occupazione decentrata del territorio dei fondovalle; basti pensare alla bassa Valle Maggia, alla bassa Blenio o alla bassa Leventina, dei terroir importanti che danno dei magnifici vini e dove si sono insediate diverse cantine.
• Queste attività contribuiscono a tutelare il grande fascino del paesaggio ticinese, nell’interesse dello  sviluppo culturale e anche turistico.
• In un certo senso, ritrovo un parallelismo con il mondo venatorio, di cui ho l’onore – e spesso anche l’onere – di presiedere la federazione, dove il cacciatore svolge una funzione di cura e di gestione della selvaggina, a beneficio quindi del territorio… Con il mondo venatorio so che condividete anche una certa preoccupazione per la problematica degli ungulati, ancora presente e in alcune zone del cantone particolarmente acuta, e questo nonostante l’importante pressione che viene esercitata; su questo tema, che so essere particolarmente delicato, si potrebbe aprire un lungo dibattito, ma non ritengo sia questa la sede adatta. Posso solo assicurarvi che da parte nostra, e credo che lo abbiamo dimostrato come FCTI, siamo disposti a dialogare e a collaborare per trovare delle soluzioni che tengano conto delle rispettive esigenze.
• In  ogni caso, come per altre attività legate al territorio, anche la viticoltura in Ticino si regge ancora sulla passione e sulla fatica di tanti piccoli produttori.
• Vi sono però altri aspetti che potrebbero offuscare il futuro della viticoltura in Ticino:
1. La medesima PA 2014-2017, recentemente adottatta dal Parlamento federale che, da un lato mantiene invariato il principio del contributo di declività specifico per i vigneti in zone in forte pendenza e zone terrazzate, ma dall’altro non fa nulla per preservare il territorio dei medesimi vigneti di fronte agli azzonamenti/alle edificazioni. In tal senso, occorrebbe a mio avviso rilanciare il tema di una migliore pianificazione viticola, ad esempio riprendendo in mano in una forma aggiornata lo strumento del catasto, allo scopo di pianificare meglio l’intera organizzazione dei vigneti collinari, e quindi anche le relative misure quadro. E qui la palla passa ovviamente nel campo della politica cantonale dove dovete fare sentire maggiormente la vostra voce.
2. Questo primo punto induce una seconda constatazione: la costante diminuzione del numero di viticoltori che più che altro garantiscono la gestione, spesso a titolo hobbistico, dei vigneti in collina che contraddistinguono il nostro paesaggio. La concorrenza dei prodotti esteri e indigeni portano indirettamente al calo del prezzo delle uve, mentre la pressione esercitata per la realizzazione di grandi vigneti in zone pianeggianti crea una distorsione nella concorrenza. Eppoi essendo nato e cresciuto a Gordola  faccio fatica ad immaginare le nostre magnifiche colline prive dei vigneti che definiscono da decenni le nostre zone. In tal senso vedo con una certa simpatia l’iniziativa parlamentare  presentata nel 2009 da Cleto Ferrari dal titolo “Deduzioni fiscali ai vigneti non meccanizzabili”, tuttora ferma in commissione tributaria del Gran Consiglio.

Concludo quello che voleva essere un breve saluto, con l’auspicio di vedere meglio promosse le attività della Federviti, allo scopo di raggiungere gli obiettivi di tutte le problematiche che ho appena accennato.

Nel ringraziarvi per l’attenzione, vi auguro proficui lavori assembleari e soprattutto un futuro ricco di sodisfazioni per la vostra nobile attività.

 

Fabio Regazzi
Consigliere nazionale

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