Il San Gottardo è di destra o di sinistra?

Il San Gottardo è di destra o di sinistra? È la domanda che si sarebbe certamente posto Giorgio Gaber leggendo ad inizio settimana la seguente notizia: “Il Comitato progressista si schiera in favore del Gottardo al fine di scongiurare l’isolamento del Ticino”.

Il tema del completamento del tunnel del San Gottardo, sul quale il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi il 28 febbraio 2016, ha sempre diviso i fronti secondo luoghi comuni: i favorevoli di destra, asfaltatori impenitenti, anti-ecologici, fanatici dell’auto, amanti del gas di scarico e paladini del capitalismo sfrenato e di tutto quanto gira attorno alle quattro ruote; i contrari di sinistra, ecologisti e verdi sino al midollo, sostenitori del trasporto pubblico, dell’economia verde, amanti di colline e alpeggi verdeggianti, dell’uso e consumo a km zero e del tutto slow, dal cibo alla mobilità, alla cultura.

Insomma sino a questa settimana essere pro o contro al completamento del Gottardo era uno spartiacque, l’ultimo baluardo per segnalare la propria appartenenza, alla destra o alla sinistra, appunto. Una chiara distinzione politica un po’ come lo era la cortina di ferro che tracciava e separava l’ovest dall’est: due sistemi ideologici, due culture politiche antinomiche, ordinamenti economici inconciliabili, società distinte, modi di essere opposti. I primi con cravatta o jeans, i secondi con rigidi costumi grigi o colletti alla cinese.

A scompaginare queste granitiche certezze ci ha pensato pure Dimitri con l’intervista rilasciata il 20 novembre scorso al Corriere del Ticino. Chi pensava che la clownistica fosse di sinistra, ha visto andare in frantumi anche quest’ultima certezza. E nel Comitato progressista, oltre all’artista vi sono numerose personalità del mondo politico e non, tra cui l’ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti, l’ex consigliere di Stato landamano Alberik Ziegler, il già chimico cantonale Mario Jäggli, i sindacalisti Renzo Ambrosetti e Rolando Lepori, l’arch. Gianpiero Storelli, l’ex giocatore dell’HCAP Filippo Celio, il delegato cantonale per i rapporti confederali Jörg De Bernardi e l’ex collaboratore personale del consigliere di Stato Manuele Bertoli, Michele De Lauretis. Insomma esponenti dell’intelligenzia di sinistra e militanti della base che si schierano a favore del completamento del Gottardo, contravvenendo ai vertici del PS. Un cambiamento di paradigma che dunque pone il Gottardo non più appannaggio della sola destra e questa è già di per sé una notizia. Del resto che fosse in atto una sorta di rivoluzione copernicana lo avevamo intuito da tempo, ossia da quando girare con la Porsche non era più considerato di destra vista la lunga militanza tra i contrari al Gottardo dello scoppiettante e battagliero avv. Renzo Galfetti, non di certo un esponente della classe proletaria.

Vuoi dunque vedere che la sinistra assomiglia sempre più alla destra? Un dubbio amletico che deve aver angosciato la dirigenza del PS cantonale e che la stessa ha voluto prontamente sciogliere nella nota stampa in risposta al Comitato progressista: “Non c’entrano né la destra né la sinistra. C’entrano solo il buon senso…”. Come non dar loro torto!

PS: sabato scorso l’Assemblea dei delegati del PPD svizzero, con la presenza di una folta delegazione ticinese, ha approvato a larghissima maggioranza (179 voti favorevoli; 48 contrari) il completamento del Gottardo. Domanda: ma allora il PPD è di destra o di sinistra? In questo caso direi semplicemente che ha prevalso il buon senso…

di Fabio Regazzi, consigliere nazionale

0 commenti

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *