Interpellanza – Progetto stazione Pont Rouge a Ginevra: nuovo schiaffo delle FFS alla produzione di gneiss ticinese?

Testo
Il CF è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. E’ vero che nel capitolato progetto Pont Rouge era esplicitamente previsto l’utilizzo di “gneiss di Cresciano” per l’arredo esterno?
2. È vero che la committenza, avendo sbagliato l’allestimento del budget in parti d’opera non inerenti la pietra, ha deciso di ripiegare su un granito estero per ragioni di risparmio?
3. Quale materiale sostitutivo è stato scelto e a quanto ammonta il risparmio a fronte di un investimento di 725 mio. di fr.?
4. Nella decisione, che nemmeno rispetta il progetto architettonico, sono state considerate le qualità dello gneiss ticinese, le cui caratteristiche tecniche conferiscono alla pietra grande resistenza anche nel corso del tempo, come pure le condizioni sociali di lavoro?
5. Non ritiene, anche alla luce dell’impiego del travertino romano alla stazione di Bellinzona, che le FFS Immobili dovrebbero confermare il progetto iniziale e optare per il materiale ticinese?

Motivazione
Il Pont Rouge, progetto immobiliare a Ginevra prevede la creazione di un nuovo polo urbano tra i più grandi cantieri della regione con un budget di ca. 725 mio. di franchi. Committente sono le FFS immobili, azienda parastatale che più di altre dovrebbe avere sensibilità sociale. Il progetto prevede la creazione di un percorso di arredo urbano in pietra che qualifica la parte esterna di questo importante progetto. In ragione della sua valenza il capitolato aveva prescritto l’impiego di “gneis Cresciano” con certificato d’origine. Una ditta ticinese ha presentato un’offerta per la fornitura di tale gneiss per un preventivo di massima di 2.7 mio fr., ridotti poi a 1.95 mio.
Il 20.4.2016 FFS immobili comunica di voler rinunciare allo gneiss per un materiale estero meno costoso. Da informazioni assunte, a determinare questa decisione è un errore nell’allestimento del budget per una parte d’opera che non riguarda l’esterno in pietra. A farne le spese è però ancora una volta il settore del granito ticinese, già confrontato con le difficoltà di un mercato sempre più difficile a causa della concorrenza estera che non rispetta le condizioni sociali e di lavoro in Svizzera. Ancora una volta FFS immobili, come nel caso della stazione di Bellinzona, pratica una politica che danneggia gravemente un settore importante dell’economia ticinese invocando argomenti discutibili e comunque poco convincenti.

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