Presentazione di Peter Maurer, presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa

IMG_0229È un onore particolare che mi è conferito oggi di poter introdurre il nostro prestigioso ospite: Peter Maurer, Presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa.

Peter Maurer, di origine bernese (Thun), è stato attivo come ambasciatore e ha assunto la Direzione politica degli affari esteri a Berna. Nel 2004 è stato capo della Missione permanente della Svizzera presso le Nazioni Unite a New York. Segretario di Stato per gli affari esteri nel 2010, nel 2012 ha assunto la presidenza del CICR in sostituzione di Jakob Kellenberger.

L’azione umanitaria del CICR si estende su 80 paesi. Tra le sue priorità figurano il rafforzamento della diplomazia umanitaria, il dialogo con gli Stati e altre parti in causa per far rispettare il diritto internazionale e il consolidamento dell’azione umanitaria grazie all’innovazione e a nuove collaborazioni.

Senza ombra di dubbio abbiamo tra di noi un grandissimo imprenditore visto che presiede un’organizzazione internazionale, ramificata in 80 paesi, con un budget di 1,6 miliardi di franchi nel 2015…!

Con la sua presenza, Aiti ha voluto quest’anno dedicare parte della sua assemblea alle grandi questioni internazionali, in particolare ai conflitti e alle loro conseguenze più pesanti, ai flussi migratori, che preoccupano giustamente Stati e opinione pubblica. Alcune forze politiche cavalcano i timori dei cittadini agitando lo spettro di una vera e propria invasione capace di alterare l’identità culturale e sociale del Vecchio continente.

In questo quadro, compito della Svizzera deve essere – non solo quello di dare assistenza ai richiedenti l’asilo che ottengono il permesso di rimanere – ma anche di trovare un quadro normativo e una strategia politica capaci di offrire risposte a fenomeni stratificati e complessi, non da ultimo rispondere alla necessità di integrazione di gruppi di persone con un retroterra culturale, sociale, economico estremamente complesso e diverso dal nostro.

Un dato non banale per noi: il Vecchio continente è vecchio davvero e la Svizzera ancor di più. E avrà bisogno, nei prossimi anni, di una crescita demografica tale da sostenere sistemi previdenziali e assistenziali sempre più costosi. Per questo è facile immaginare che i migranti giocheranno un ruolo vieppiù importante nella nostra società. So che è un discorso difficile quanto impopolare da sostenere, ma un nuovo modello di integrazione e inserimento economico-sociale può e deve essere immaginato e la Svizzera nel tempo ha sviluppato buone pratiche, da aggiornare certo, ma che hanno dimostrato di saper accogliere le persone e valorizzarne professionalità e talenti. Vincendo così una sfida difficile e dimostrando che, se governata, anche l’immigrazione può diventare un’opportunità per i paesi che ne sono destinatari.

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