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Domanda – Colonne al portale sud del San Gottardo. In aumento nonostante Alptransit?

Durante il periodo estivo, il bollettino di infotraffico aggiorna regolarmente sulla lunghezza delle colonne al portale Sud. La percezione è di un aumento del volume di traffico rispetto agli anni precedenti.

Chiedo al Consiglio federale:

– Come è evoluta la situazione (in termini di giorni/ore di coda) nei mesi giugno-agosto (compresi) fra il 2015 e il 2017?

– In caso di aumento, come spiega il Consiglio federale questa tendenza, ritenuto che con l’apertura di Alptransit è aumentata la capacità ferroviaria sullo stesso asse?

Risposta

Poiché non si dispone ancora dei dati per il 2017, le informazioni che seguono sono limitate agli anni 2015 e 2016. Nel periodo da giugno ad agosto, il numero dei giorni di coda al portale sud del San Gottardo è passato da 69 nel 2015 a 78 nel 2016, corrispondenti a un aumento del 13 per cento. Negli stessi mesi, le ore di coda sono aumentate da 662 nel 2015 a 703 nel 2016, evidenziando un incremento del 6 per cento. Al momento non sono possibili affermazioni vincolanti in merito agli effetti sul traffico stradale al San Gottardo derivanti dell’apertura della galleria di base della NTFA.

Mon Gothard

Mon premier souvenir marquant du Gothard remonte à l’école de recrue. J’étais cantonné dans la fortification d’Airolo qui, à cette époque, ressemblait à une place d’armes austro-hongroise. Inoubliables ont été les longues marches le long du col et les quelques « détours » sur les montagnes environnantes.
A l’âge adulte j’ai retrouvé le massif du Gothard durant la période de chasse, hôte d’amis chasseurs dans une cabane du val Canaria. Des séjours rustiques mais très agréables dans un cadre naturel magnifique.
L’inauguration du tunnel figurera dans les livres d’histoire suisse sous un chapitre à part, avec un avant et un après.
L’avant appartient à la longue série de chefs d’œuvres d’ingénierie ferroviaire qui ont modelé notre pays. L’après marque un tournant historique dans la politique des transports européens axée sur le transfert des marchandises de la route au rail. Le Tessin ne sera plus jamais une région périphérique mais s‘imposera comme un pôle d’échanges économiques et un laboratoire d’idées.

In: Tribune de Genève – 24 Heures, 2 giugno 2016

Gottardo: i cinque errori capitali!

Perché? Perché giocare sui destini sociali ed economici di un Cantone strumentalizzando un progetto con scenari bucolici riguardo la necessità di preservare le Alpi, facendo leva sulla salute dei cittadini, e mescolando argomenti e dati quando si tratta di sicurezza?  Il progetto di completamento del tunnel del San Gottardo non è in antitesi con questo patrimonio naturalistico e neppure con la salute dei ticinesi. Ecco brevemente la lista dei principali ostacoli ideologici che potrebbero essere fatali al Gottardo.

Errore numero 1 – Chiudere costa meno di completare

Quanti di voi spenderebbero 1 milione di franchi per l’acquisto di una casa sapendo che tra 30 anni sarebbe da rifare? Nessuno. Per la soluzione prospettata dagli avversari del completamento del Gottardo si propone l’assurdità di spendere poco meno di 1 miliardo di franchi per una soluzione provvisoria, senza valore aggiunto, oltremodo complessa e rischiosa, da rifare ogni 30 anni. Il fatto che in tutto il resto della Svizzera ci si fa in quattro durante i risanamenti di strade nazionali per evitare anche il minimo intralcio al traffico (ultimo esempio in ordine di tempo il tunnel del Belchen che collega i cantoni di Soletta e Basilea) non sembra per nulla toccare chi osteggia la proposta in votazione il prossimo 28 febbraio, che in caso di rifiuto comporterebbe la chiusura per ben 3 anni del collegamento stradale che lega il Ticino alla Svizzera e all’Europa mettendo in ginocchio un’economia cantonale già confrontata con molti problemi.

Errore numero 2 – L’inquinamento nel Sottoceneri

Veniamo alle altre strumentalizzazioni, che chiamano in causa l’ambiente e la salute.

Gli oppositori al tunnel, mettendo giustamente in evidenza la situazione preoccupante del Sottoceneri e in particolare del Mendrisiotto, indicando che le soglie di guardia dell’inquinamento vengono regolarmente superate soprattutto in periodi secchi come quello degli ultimi mesi. Non sorprende, se guardiamo un po’ di cifre vediamo che ogni giorno a Grancia passano quasi 70’000 veicoli a Mendrisio quasi 60’000, sulla strada cantonale a Quartino circa 30’000, ad Arbedo Castione 22’000, sul nuovo ponte della Maggia 34’000 e tra Agno e Ponte Tresa 27’000. Gli oppositori dimenticano di dire che sotto il Gottardo circolano solo 17’000 veicoli al giorno (transiti che negli ultimi 15 anni si sono ridotti del 7%!), meno che in via Stazione a Muralto. E sapendo che solo poco più un quarto del traffico al Gottardo è in transito, possiamo dire solo con certezza che dei 70’000 veicoli che inquinano a Grancia, forse 4’500 passano anche dal Gottardo. Dunque, del traffico nel Sottoceneri possiamo mediamente ricondurre solo il 6% al Gottardo.

Errore numero 3 – Aumento di capacità

Per corroborare il loro scenario apocalittico, gli oppositori devono ovviamente supporre che la galleria di risanamento contribuisca al raddoppio delle corsie, malgrado la Costituzione lo vieti e Berna ha creato leggi apposite per ancorare il concetto in modo ancor più chiaro e inequivocabile. Con questi presupposti, insinuare che si potrà tranquillamente derogare a tale disposizione rappresenta un maldestro processo alle intenzioni che non fa onore agli iniziativisti. A scanso di equivoci solo il popolo potrà modificare le regole del gioco e, per quanto mi riguarda, non sosterrò in ogni caso proposte volte ad aumentare la capacità.

Errore numero 4 – Già oggi la galleria del Gottardo è sicura

Con grande disinvoltura gli oppositori affermano che la galleria del Gottardo è sicura. Che dire allora del bilancio di 37 morti dal 1980 contro i 9 morti del tunnel bidirezionale del Seelisberg aperto lo stesso anno? Per non parlare del numero di chiusure per panne e incendi, ben 176 solo nel 2013. Basterebbe che un solo di questi eventi riproduca le modalità dell’incendio del 2001 e sarà di nuovo tragedia. Con 385 milioni di incroci all’anno il Gottardo è una bomba ad orologeria! Non è macabro terrorismo ma semplice calcolo delle probabilità.

Errore numero 5 – Il ritornello di Alptransit

Termino con il ritornello trito e ritrito – e molto ideologico – sull’”occasione di Alptransit”. Ci mancherebbe che non lo sia, ma come più volte dimostrato Alptransit, oltre a non disporre di capacità infinite, non è in grado di rispondere a un certo tipo di esigenze (traffico su brevi distanze, lotti di trasporti piccoli e imprevedibilità del trasporto) garantito oggi dalla strada. Con una quota di mercato nel traffico merci transalpino del 74% la ferrovia la fa già da padrona (in Austria e Francia questa quota è del 31, rispettivamente del 7%!). Dunque, con il risanamento del tunnel del Gottardo Alptransit proprio non c’entra, se non in misura marginale.

Concludo. E’ lecito opporsi ad una galleria di risanamento del Gottardo, ma non argomentare con processi alle intenzioni e con queste falsità, somministrate a palate ai cittadini. La speranza è che l’onestà argomentativa prevalga in occasione del responso popolare il 28 febbraio prossimo. Una decisione da cui dipenderà il futuro del nostro collegamento con la Svizzera interna, e con esso anche il futuro di tutta la nostra economia e dei numerosi posti di lavoro che essa assicura.

di Fabio Regazzi, imprenditore, consigliere nazionale e presidente di AITI

Il San Gottardo è di destra o di sinistra?

Il San Gottardo è di destra o di sinistra? È la domanda che si sarebbe certamente posto Giorgio Gaber leggendo ad inizio settimana la seguente notizia: “Il Comitato progressista si schiera in favore del Gottardo al fine di scongiurare l’isolamento del Ticino”.

Il tema del completamento del tunnel del San Gottardo, sul quale il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi il 28 febbraio 2016, ha sempre diviso i fronti secondo luoghi comuni: i favorevoli di destra, asfaltatori impenitenti, anti-ecologici, fanatici dell’auto, amanti del gas di scarico e paladini del capitalismo sfrenato e di tutto quanto gira attorno alle quattro ruote; i contrari di sinistra, ecologisti e verdi sino al midollo, sostenitori del trasporto pubblico, dell’economia verde, amanti di colline e alpeggi verdeggianti, dell’uso e consumo a km zero e del tutto slow, dal cibo alla mobilità, alla cultura.

Insomma sino a questa settimana essere pro o contro al completamento del Gottardo era uno spartiacque, l’ultimo baluardo per segnalare la propria appartenenza, alla destra o alla sinistra, appunto. Una chiara distinzione politica un po’ come lo era la cortina di ferro che tracciava e separava l’ovest dall’est: due sistemi ideologici, due culture politiche antinomiche, ordinamenti economici inconciliabili, società distinte, modi di essere opposti. I primi con cravatta o jeans, i secondi con rigidi costumi grigi o colletti alla cinese.

A scompaginare queste granitiche certezze ci ha pensato pure Dimitri con l’intervista rilasciata il 20 novembre scorso al Corriere del Ticino. Chi pensava che la clownistica fosse di sinistra, ha visto andare in frantumi anche quest’ultima certezza. E nel Comitato progressista, oltre all’artista vi sono numerose personalità del mondo politico e non, tra cui l’ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti, l’ex consigliere di Stato landamano Alberik Ziegler, il già chimico cantonale Mario Jäggli, i sindacalisti Renzo Ambrosetti e Rolando Lepori, l’arch. Gianpiero Storelli, l’ex giocatore dell’HCAP Filippo Celio, il delegato cantonale per i rapporti confederali Jörg De Bernardi e l’ex collaboratore personale del consigliere di Stato Manuele Bertoli, Michele De Lauretis. Insomma esponenti dell’intelligenzia di sinistra e militanti della base che si schierano a favore del completamento del Gottardo, contravvenendo ai vertici del PS. Un cambiamento di paradigma che dunque pone il Gottardo non più appannaggio della sola destra e questa è già di per sé una notizia. Del resto che fosse in atto una sorta di rivoluzione copernicana lo avevamo intuito da tempo, ossia da quando girare con la Porsche non era più considerato di destra vista la lunga militanza tra i contrari al Gottardo dello scoppiettante e battagliero avv. Renzo Galfetti, non di certo un esponente della classe proletaria.

Vuoi dunque vedere che la sinistra assomiglia sempre più alla destra? Un dubbio amletico che deve aver angosciato la dirigenza del PS cantonale e che la stessa ha voluto prontamente sciogliere nella nota stampa in risposta al Comitato progressista: “Non c’entrano né la destra né la sinistra. C’entrano solo il buon senso…”. Come non dar loro torto!

PS: sabato scorso l’Assemblea dei delegati del PPD svizzero, con la presenza di una folta delegazione ticinese, ha approvato a larghissima maggioranza (179 voti favorevoli; 48 contrari) il completamento del Gottardo. Domanda: ma allora il PPD è di destra o di sinistra? In questo caso direi semplicemente che ha prevalso il buon senso…

di Fabio Regazzi, consigliere nazionale